Descrizione

Prende il nome dalla contrada omonima a pochi metri dalle vigne poggiate su una terra di tessitura argillo-limosa e tra le quali sono frequenti gli affioramenti rocciosi di roccia basaltica. Un anfiteatro naturale costituito da un arco collinare con suoli ripidi, difficilissimi da lavorare a causa delle pendenze sostenute. Il risultato è un vino superbo, con una veste oro luminosa ed un naso di biancospino, pompelmo rosa, melone e mandorla dolce. L’assaggio è polposo ed in buon equilibrio tra freschezza, sapidità ed un finale incantevole di spezie dolci. Abbinamento prezioso fu tempo fa, uno squisito rombo al forno con le patate, ma provatelo anche con bocconcini di rana pescatrice in crosta di mandorle e spaghetti con le telline.